Per il confronto e la collaborazione fra tutte le forze che si battono per una nuova Internazionale dei Lavoratori e per il Socialismo !
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sabato 12 ottobre 2013

9 Ottobre 1967- 9 Ottobre 2013 : Hasta Siempre Comandante Guevara !




9 Ottobre 1967


Moriva assassinato il Comandante 

Ernesto Che Guevara !


46 dopo il Che è vivo ! Viva il socialismo !



Hasta siempre Comandante !

domenica 1 settembre 2013

SIRIA, Dichiarazione Congiunta dei Rivoluzionari : We Stand Behind the Syrian People's Revolution - No to Foreign Intervention

Statement by: Revolutionary Socialists (Egypt) - Revolutionary Left Current (Syria) - Union of Communists (Iraq) - Al-Mounadil-a (Morocco) - Socialist Forum (Lebanon)
Published on Saturday 31 August 2013
Over 150 thousand were killed, hundreds of thousands injured and disabled, millions of people displaced inside and outside Syria. Cities, villages, and neighborhoods were destroyed fully or partially, using all sorts of weapons, including warplanes, scud missiles, bombs, and tanks, all paid for by the sweat and blood of the Syrian people. This was under the pretext of defending the homeland and achieving military balance with Israel (whose occupation of Syrian land is, in fact, being protected by the Syrian regime, which failed to reply to any of its continuing aggressions).
Yet, despite the enormous losses mentioned above, befalling all Syrians, and the calamity inflicted on them, no international organization or major country – or a lesser one – felt the need to provide practical solidarity or support the Syrians in their struggle for their most basic rights, human dignity, and social justice.

sabato 31 agosto 2013

Colombia , Sciopero Generale : intervento dell'Esercito, 6 Morti!



Sempre più tesa la situazione in Colombia, scossa da uno sciopero contadino contro il Trattato di Libero Commercio con gli USA che sta coinvolgendo settori crescenti della popolazione. Il governo decide la repressione selvaggia e schiera i militari nelle strade.
Il presidente colombiano Juan Manuel Santos ha ordinato oggi all’esercito di militarizzare la capitale del paese Bogotà e di rafforzare la propria presenza in alcune regioni del paese per impedire le violente proteste popolari degli ultimi giorni, già represse nel sangue dagli apparati di sicurezza. La decisione segue due settimane di posti di blocco istituiti ovunque dalla polizia e l'imposizione ieri del coprifuoco in tre aree densamente popolate della capitale per tenere sotto controllo le manifestazioni. "Ieri notte - ha detto Santos in un intervento alla tv pubblica - ho ordinato la militarizzazione di Bogotà e oggi farò la stessa cosa in ogni comune dell'area in cui ritengo ci sia bisogno della presenza militare". Secondo le notizie fornite da diversi media colombiani sarebbero oltre 50 mila i soldati mobilitati dal governo contro il cosiddetto ‘Paro Nacional’, lo sciopero generale a tempo indeterminato convocato da numerose organizzazioni popolari contro le politiche neoliberiste e repressive di uno degli ultimi governi dell’America Latina rimasto fedele a Washington.

venerdì 16 agosto 2013

SVILUPPO E DIFFICOLTÀ DEI PROCESSI RIVOLUZIONARI NEL MONDO ARABO



Intervista di Jacques Babel a Gilbert Achcar marxista rivoluzionario di origine libanese, docente alla School of Oriental and African Studies dell’Università di Londra (pubblicata sul settimanale del Nouveau Parti Anticapitaliste, Tout est à nous! Trad. di Antonio Moscato da Movimento Operaio)

Il processo rivoluzionario nella regione araba non smette di sorprendere i media. Come analizzi i recenti avvenimenti in Egitto e Tunisia?

Ci sono certo stati dei cambiamenti qualitativi ma il fatto stesso che ci siano state nuove turbolenze non potrebbe sorprendere se si è compreso che quel che si è messo in moto dalla fine del 2010 – inizio del 2011 è un processo rivoluzionario di lunga durata. L’idea che i successi elettorali delle forze provenienti dall’integralismo islamico in Tunisia e in Egitto potessero chiudere i processi si è rivelata del tutto erronea. Queste forze erano destinate al fallimento nella misura in cui, come i regimi che avevano sostituito, non avevano risposte ai gravissimi problemi sociali ed economici che sono all’origine delle sollevazioni. Esse si collocano nella continuità delle ricette neoliberiste e non saprebbero risolvere quei problemi, che non fanno altro che aggravarsi. Il processo rivoluzionario può assumere forme sorprendenti, ma si continuerà a passare a lungo da uno sconvolgimento a un altro su scala regionale, prima di una stabilizzazione della situazione, che presupporrebbe in un’ipotesi positiva un cambiamento profondo della natura sociale dei governi, in direzione di politiche centrate sugli interessi delle lavoratrici e dei lavoratori.

venerdì 9 agosto 2013

Risoluzione della TMI sull’attuale situazione

"Quella tendenza che sta crescendo insieme alla rivoluzione, che è in grado di prevedere il proprio domani e dopodomani, che si pone degli obiettivi chiari e sa come raggiungerli." (Trotsky, sulla politica del KAPD, discorso pronunciato in occasione della Sessione del ECCI 24 novembre 1920)


 Risoluzione della TMI 
sull’attuale situazione


I drammatici eventi accaduti e che stanno accadendo in Turchia, Brasile ed Egitto sono un’indicazione cristallina che siamo entrati in una situazione completamente nuova a livello mondiale. Abbiamo bisogno di esaminare i processi fondamentali in atto, al fine di combattere ogni tendenza abitudinaria.

Dalla seconda guerra mondiale ci sono state sette recessioni, ma questa è la  più grave recessione nella storia. Il tasso di ripresa è molto più lento rispetto a qualsiasi altro crollo negli ultimi cento anni. Cinque anni dopo l'inizio della crisi, infatti, l'economia mondiale rimane impantanata nella recessione e nella stagnazione.

La ripresa negli Stati Uniti è estremamente lenta e fragile. L'Europa è in una profonda recessione. L'ex locomotiva della sua crescita, la Germania, è sull'orlo della recessione. Le economie più deboli dell'Europa meridionale sono in crisi profonda. Nel frattempo, il rallentamento dell'economia cinese sta causando allarme, e i cosiddetti BRICS stanno entrando in crisi a loro volta.