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domenica 14 gennaio 2018

2018: A 50 ANNI ESATTI DAL ’68





di Lorenzo Mortara


Il 2017 contava cent’anni dalla Rivoluzione d’Ottobre; il 2018 ne conta la metà, 50 anni esatti, dal 1968, l’anno più bello del Secolo Breve. Una “carnevalata” ebbe a definirlo l’ex fascista, ex pedofilo Montanelli, il più grande tra gl’inutili ex giornalisti postumi. Un anno davvero prodigioso e memorabile per la Storia che ha giustamente scaricato nella sua pattumiera tutti gli altri a venire. La Storia non ha particolari problemi a ricordare emeriti coglioni come Hitler, Stalin e Mussolini, ma non ha pietà per gli ignavi, e se non fosse per la ridicola sicumera degli storici, i più ignavi tra gli ignavi che le tocca sopportare sul groppone, dimenticherebbe anche quelli.

Il ‘68 fu un anno talmente memorabile che durò grosso modo dieci anni e cominciò addirittura nel ’66 o ancora prima. Mise il terrore nei padroni, cacciò indietro il profitto con grande gioia dei salari, liberò le scuole dall’occupazione abusiva di presidi, bonzi sindacali e professori, tirò i sampietrini ai poliziotti, spesso centrandoli assieme ai poeti che ne rimasero per sempre storditi, mise a cuccia la violenza pareggiandone parecchi torti, separò la fantasia dal potere come si separa la testa da chi vuol governare sempre coi piedi, se la rise sotto i baffi di tutte le controrivoluzioni sottoculturali d’Oriente come d’Occidente, regalandoci, di vero e genuino, oltre ai vari gruppi di rivolta come le Black Panther in America, il Movimento ‘77 da noi e le primavere sovietiche ad Est, i cantautori, la beat generation, le radio libere, gli hippy, la liberazione sessuale, la nouvelle vague e il situazionismo che ne furono due poderosi anticipi, e in più tantissima altra umanità varia e originale.

Più di tutto regalò al Paese le uniche vittorie che abbia ottenuto dopo la Resistenza. Figli del ‘68, solo per elencare i più belli, trascurando gli infiniti, legittimi figliastri, sono infatti lo Statuto dei Lavoratori, due settimane in più di vacanza, il diritto allo studio, il diritto al divorzio e all’aborto, oltreché quello più dolce e mai così rimpianto oggi: la pensione retributiva dopo 35 anni di lavoro. La Storia dopo il ‘68, non è più rimasta incinta e si è protratta fino ai nostri giorni come una vecchia zitella inacidita. Perché contrariamente alla vulgata “modaiola” e giornalistica, quindi televisiva, in Italia come dappertutto, le vittorie o sono di piazza e quindi di Sinistra o sono sconfitte del cretinismo parlamentare di destra, che è sempre tale anche quando si ripresenta come novità di sinistra, per la prossima, imminente rottamazione.

Ecco, questo, e sostanzialmente nient’altro, sarà il 2018. Merda quarantennale lo precede, talmente duratura e massiccia e pesante e senza fine, che per pensare a qualcos’altro bisogna proprio non pensare a niente. Ne segue che la speranza, l’unica vera e propria, è che quest’anno non porti solo la nostalgia del ’68. Altrimenti il 2018, sarà davvero un anno sprecato come un altro.

Poi effettivamente ci sarebbe anche il resto, se solo il resto non si chiamasse ombelico, e se solo avessi un ombelico…


Stazione Dei Celti
Gennaio 2018


venerdì 12 gennaio 2018

EDGAR L. MASTERS È UN’ALTRA COSA




In un fumo di polvere un’anima già grigia
ci vedeva solo un arido interminabile inverno
era priva del tutto di spirito per scorgervi
i riccioli neri pendenti dalla gonna più bella e frusciante
che danzava nel vento sospesa a mezz’aria
segnando nel cielo il passo del Toor-a-Loor

Oggi è lo stesso, nulla davvero è cambiato
Tu cosa vedi in marcia per le strade di Roma?
Nostalgici in parata come gli affumicati dalla polvere
o un tristo corteo di semafori verdi?
E perché una Testa più rossa di Sammy ma meno arrugginita
che ha già disintegrato miliardi di violini
e ancora rischia di restare suonata
ci vede solo una Little-Fake-Union che non combatte
e se ci vedesse dell’altro sarebbe cieca
proprio come la bolla di fumo che infiamma le tue pupille?

Oh voi illusi che ancora sognate di risvegliarvi sulla collina:
miliardi di violini si ricomporranno al tramonto in concerto
e suoneranno per voi a notte fonda uno stridor di rimpianti
se non capirete che per mettere veramente a fuoco uno scatto
bisogna prima saper coglier, nell’attimo, l’intera sequenza!


Edgar L. Masters 
La Nuova Spoon River 2018

lunedì 8 gennaio 2018

POTERE AL POPOLO E IL CONGRESSO CGIL




di Lorenzo Mortara



Potere al Popolo (PaP) dice che il 4 Marzo è solo l’inizio e che proseguirà in ogni caso perché il suo orizzonte non è meramente elettorale. Bene, anzi ottimo, ma al di là dei dubbi più che fondati che un apparato in cerca solo di poltrone come è quello di Rifondazione possa proseguire in caso di sconfitta, il che tra parentesi è l’ultimo dei problemi, anzi nel caso sarebbe proprio una fortuna, cosa c'è dopo il 4 Marzo?

Sostanzialmente l’appuntamento fondamentale dopo il 4 Marzo è il Congresso, presumibilmente in autunno, della CGIL. Che posizione intende prendere PaP al Congresso della Cgil? Perché nel programma si parla giustamente dei trent’anni di politiche di centro-destra come di centro-sinistra che hanno massacrato i lavoratori, ma non si accenna manco di striscio al ruolo nefasto giocato in tutto questo tempo dalla burocrazia della Cgil, che ha accompagnato questo processo firmando pressoché tutti i contratti di restituzione (ultimo il contratto ridicolo del pubblico) oltreché tutti i protocolli dei vari governi, dallo smantellamento della scala mobile del 1993 al pacchetto Treu del 1997 e così via. E quando non ha firmato, si è opposta con 3 ore di sciopero finto come nel caso della Legge Fornero, oppure con un’inutile raccolta firme come nel caso del Jobs Act.
Nel 2014 la Cgil andò a Congresso sulla base di due documenti-programma: quello di maggioranza firmato dalla Camusso con emendamenti finti di Landini (perché tutti sapevano che non sarebbero mai passati), e quello di minoranza di Cremaschi-Bellavita-Como che si presentò col nome coraggioso di Il Sindacato è un’altra cosa -Opposizione Cgil-

I candidati di PaP saranno scelti anche tra coloro che 4 anni fa al Congresso Cgil si schierarono con Camusso-Landini oppure solo tra chi oserà sfidarli con un programma alternativo? E che credibilità può avere come antiliberista chi sostiene una Cgil del genere? Che credibilità possono avere quegli eventuali delegati che ancora un anno fa giravano per le fabbriche metalmeccaniche, a magnificare le lodi del nuovo Contratto Nazionale firmato dall’incendiario Landini: il primo nella storia che praticamente non prevede aumenti?

Perché a me pare evidente che chi il 4 Marzo si batterà contro il neoliberismo, non potrà stare a Settembre, al Congresso della Cgil, dalla parte di chi capitola regolarmente alle sue politiche. O se ci starà dovrà essere un’eccezione con più che fondate motivazioni, perché il 90% dei seguaci di Landini e Camusso, sono seguaci a oltranza e perciò stesso inaffidabili per una lista politica che si vanta di essere nuova.

Qualora l’eccezione diventi la regola, PaP a Settembre avrà già perso la credibilità che le auguro di conquistare a Marzo. Perché non si potrà mai dare il potere al popolo senza prima toglierlo alla burocrazia della Cgil che l’ha spiumato vivo, contratto dopo contratto, assieme a Governi e Confindustria, ottenendo in cambio, per i suoi ex sempre fedeli al padronato, poltrone europee, poltrone italiane ed enti bilaterali come se piovesse.

Ho sollevato questa domanda giovedì sera, 4 Gennaio 2018, all’assemblea di PaP, tenuta al Circolino dei Lavoratori di Vercelli. Ne è nato un po' di trambusto perché manco a farlo apposta, tra tutti i pezzi di apparato di Rifondazione o di gente in orbita Cgil, non ce n'era manco uno, me a parte, che 4 anni fa si fosse schierato contro la Camusso. Voglio sperare, ho concluso, che dopo tutti questi roboanti proclami antiliberisti, a Settembre non mi troverò di nuovo da solo a battermi contro la Cgil prona al neoliberismo, cioè al capitalismo.



LORENZO MORTARA
RSU FIOM YKK VERCELLI
IL SINDACATO È UN’ALTRA COSA -OPPOSIZIONE CGIL-

domenica 30 aprile 2017

TROPPI FANTASMI IN GIRO PER L’EUROPA

di Norberto Fragiacomo
Piccolo ripasso di Storia formato bignami per le innumerevoli, virtuose Giovanne d’Arco che, autoproclamatesi “di sinistra” (a sinistra di che cosa? mistero…), votano o voterebbero Emmanuel Macron domenica prossima. Premessa dell’autore: queste righe, buttate giù per riempire qualche ora domenicale, sono e saranno del tutto vane - come si dice dalle mie parte, lavarghe la testa al mus se perdi tempo e savon.

sabato 8 aprile 2017

PRIMA L'AMERICA, ULTIMA LA PACE



  

di Norberto Fragiacomo


Cos’è dunque successo in Siria?

Semplice (tragicamente semplice): quel che talvolta capita nelle guerre civili. Una parte ne bombarda un’altra, servendosi in questo caso dell’aviazione: si sprigiona una nube tossica, che provoca un’ottantina di morti – una goccia di sangue in più, nel mare cremisi della mattanza siriana. Di chi è la colpa? In generale, di tutti i contendenti; nello specifico non si sa, perché potrebbe trattarsi di un’azione deliberata da parte del regime (come ripete senza requie la propaganda occidentale) oppure degli effetti “collaterali” della distruzione di un deposito di armi chimiche in mano alle forze ribelli (come affermano i russi). Visto che Assad sta oramai vincendo, la seconda ricostruzione mi appare più verosimile (1), ma non sempre la verosimiglianza procede a braccetto con la realtà dei fatti: talora gli esseri umani, imprevedibilmente, nocciono a sé stessi. Non è affatto scontato che la logica abbia la meglio sulle passioni e gli istinti. In ogni caso, c’erano (e ci sarebbero ancora) gli strumenti per appurare a chi vada addebitata la responsabilità dell’ennesimo massacro. Il punto – e qui finisce l’antefatto – è che il Presidente USA Donald Trump aveva fretta di risolvere a modo suo la questione e quindi, senza perdere tempo in indagini, ha ordinato un attacco missilistico alla Siria. Qualche struttura distrutta, fra cui la mensa di una base aerea, e poche vittime - eppure dal nulla potrebbe discendere il tutto, cioè un conflitto mondiale.

RIPRENDIAMO LE PUBBLICAZIONI



In attesa di tempi migliori, riprendiamo le pubblicazioni di questo blog, per raggruppare idee e pensieri che viaggiando da sole si disperderebbero molto più facilmente. 
Esperienze passate ci hanno insegnato la difficoltà di mettere sotto uno stesso tetto penne differenti. Il blog perciò riprende non avendo la pretesa di un'unica visione sulle cose, per quanto tutte quelle qui ospitate saranno orientate verso la sinistra radicale.
L'unico filo conduttore che riteniamo possibile per le nostre attuali forze, è un'informazione robusta e un approfondimento di un certo spessore.
È con questo spirito che ci auguriamo che il blog possa, nel giro di poco, offrire un'informazione varia, precisa e puntuale.
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Prima si ingrossa la redazione, meglio sarà per il blog.

La Redazione